Ottenere una pizza rossa sottile e croccante, proprio come quella del forno artigianale vero

Ottenere una pizza rossa sottile e croccante, proprio come quella del forno artigianale vero

Matteo Casini

Dicembre 18, 2025

A Roma, non è raro vedere come la pizza rossa catturi l’attenzione tra le panetterie. La sua superficie si presenta sottile, croccante, coperta soltanto da sugo di pomodoro, olio extravergine e origano. Sembra semplice, eppure ottenere quel giusto equilibrio tra impasto e condimento non è banale: la vera sfida è riuscire a renderla gustosa e morbida. Rispetto a una pizza in teglia tradizionale, più alta e soffice, la pizza rossa si distingue per una consistenza più bassa e – senza dubbio – un condimento più abbondante, soprattutto con il pomodoro fresco. Se si vive nel centro Italia, si conosce bene questo piatto quotidiano e ne si apprezza il sapore familiare, quasi autentico.

Quel che colpisce subito è la fragranza croccante, ma senza seccare troppo la base. C’è un bilanciamento preciso tra la leggera sapidità dell’olio e l’aroma intenso dell’origano – un dettaglio da non sottovalutare. Nel prepararla capita spesso di sbagliare: impasti troppo lievitati o condimenti scarsi compromettono tutta l’esperienza. Per avere quella struttura sottile, ma al tempo stesso morbida, serve prestare attenzione alla durata della lievitazione e alla stesura della pasta; meglio usare farine miste e regolare i tempi per mantenere la giusta leggerezza.

Un grande vantaggio della pizza rossa è la sua versatilità: un’opzione pratica per un pasto veloce o per momenti informali come merende o cene in compagnia. La si vede spesso servita a fette durante buffet o feste, portando quel gusto semplice, ma deciso, che richiama la tradizione. In molte regioni d’Italia, abbinata alle pizzette, la pizza rossa evoca sapori autentici di un tempo lontano, dove il forno a legna era protagonista, insieme alla manualità attenta del panettiere di quartiere.

Le basi per ottenere la pizza rossa perfetta a casa

Chi si avventura a preparare la pizza rossa in casa deve cominciare dall’impasto. Una combinazione di farina 0 e manitoba, insieme ad acqua a temperatura ambiente e lievito di birra (sia fresco che secco), crea una base elastica, capace di sostenere il condimento senza appesantire troppo. La quantità di lievito va calibrata in base al tempo: dose moderata per una lievitazione lenta, aumentata se si vuole accelerare tutto. Il sale e lo zucchero, messi con un certo equilibrio, regolano la fermentazione e danno un sapore ben bilanciato.

Ottenere una pizza rossa sottile e croccante, proprio come quella del forno artigianale vero
Ottenere una pizza rossa sottile e croccante, proprio come quella del forno artigianale vero – nonsolofarina.it

La stesura dell’impasto non è da sottovalutare: meglio usare mani leggermente unte d’olio, così la sfoglia resta sottile e uniforme, pronta per la teglia imburrata o oleata. Spesso, tra i fornai, si usa aggiungere un po’ d’acqua alla salsa di pomodoro – un trucco per mantenerla morbida e evitare che si asciughi troppo in forno. C’è chi lascia riposare l’impasto, prima di cuocerlo, per 30-40 minuti in un forno spento con la luce accesa: aiuta a rilassare la pasta senza farla gonfiare troppo, un passaggio che influisce sul risultato finale.

Sul fronte cottura, il forno ventilato aiuta a intensificare la croccantezza. Di solito la pizza si mette inizialmente sul ripiano basso per circa 15 minuti, per poi passarla al centro per altri 5-6 minuti. Serve un occhio attento a evitare che la superficie si secchi troppo; a volte basta aggiungere un filo d’olio a metà cottura per mantenere lucentezza e morbidezza. Curare questi dettagli fa la differenza tra una pizza rossa ben riuscita e una troppo asciutta o insipida – come spesso ribadiscono professionisti del settore.

Varianti e consigli pratici per chi ama sperimentare

La ricetta base gioca su pochi ingredienti, ma la pizza rossa si presta a qualche variazione grazie a piccoli aggiustamenti che non la appesantiscono. L’aggiunta di agli sottili o filetti di acciuga, per esempio, è molto comune in alcune panetterie del centro Italia; questi dettagli arricchiscono l’aroma senza togliere leggerezza. Un tocco in più, insomma, che resta fedele allo spirito della ricetta.

Chi vuole osare di più può aggiungere mozzarella ben sgocciolata, ma con accortezza: va messa a metà cottura per evitare che rilasci acqua e renda la base meno croccante. Curioso come un piccolo accorgimento del genere preservi la struttura tipica della pizza rossa, ampliando però la gamma di sapori. Per chi preferisce la versione più alta e soffice, tipo “al piatto”, però, serve un’altra tecnica con farine diverse, perché la pizza rossa resta un metodo rapido e semplice, ideale quando si cerca praticità in cucina.

Tra i dettagli spesso trascurati c’è la scelta della teglia: quelle nere da forno garantiscono una cottura più uniforme e un risultato più croccante rispetto alle alternative leggere in alluminio. Una volta cotta, la pizza rossa si conserva bene per un giorno, se chiusa in contenitori ermetici o sacchetti per alimenti – un dettaglio non da poco. Chi la lascia raffreddare all’aria o la riscalda male rischia di perdere morbidezza e sapore, un errore comune tra chi cucina casa.

In fin dei conti, la pizza rossa è la dimostrazione che un prodotto semplice può raccontare una storia culinaria profonda, con radici ben salde nella tradizione dei forni italiani. La precisione nel lavorare l’impasto e il controllo del condimento si traducono in quella semplicità apparente che parla di mano esperta, mestiere antico, ora presente anche nelle cucine domestiche.

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