Ecco come una torta margherita semplice può diventare il dolce più amato da chiunque

Ecco come una torta margherita semplice può diventare il dolce più amato da chiunque

Matteo Casini

Dicembre 20, 2025

Se entri in una cucina italiana, spesso ti coglie quel profumo intenso di burro mescolato con zucchero: un inizio semplice, capace però di riportarti a ricordi condivisi – la torta margherita. Non un dolce qualunque, ma l’esempio tangibile di come un impasto ben fatto trasformi ingredienti ordinari in una nuvola soffice. Al burro – che distingue nettamente questa torta dal classico pan di Spagna – si deve quella consistenza umida e avvolgente, un dettaglio che, seppur sottovalutato da molti, conta parecchio per chi ha esperienza nell’arte dei dolci fatti in casa.

C’è chi giura che la torta margherita sia ormai una presenza fissa nelle case degli italiani, al centro del primo approccio con il forno. La sfida? Farla alta, soffice e con quel giallo acceso, che spicca sotto la spolverata di zucchero a velo – proprio come suggerisce il nome stesso. Vaniglia e limone non sono solo un dettaglio: danno senso all’aroma complessivo, evitando che il dolce risulti anonimo. La pazienza nel montare burro e zucchero, e poi nell’unire le uova lentamente, è quello che crea un equilibrio sottile tra un’anima morbida e una struttura compatta.

La scelta di questo dolce per colazione o merenda non stupisce. La sua consistenza, non troppo fragile, si presta bene a farciture variegate: creme, marmellate o altro ancora, senza perdere quella morbidezza che piace a tutti, grandi e piccoli. Dalle Alpi alla Sicilia, confermano che pur nella sua semplicità la torta margherita resta un punto fermo, adattabile e amato, sia in casa che in pasticceria artigianale.

Come preparare la torta margherita perfetta in casa

La chiave per una buona torta margherita? Partire con burro morbido, ma non sciolto, da montare insieme allo zucchero semolato e alla vaniglia per almeno cinque minuti – rigorosamente a velocità sostenuta. È un passaggio che pompa aria nel composto: il segreto per la leggerezza. Le uova vanno aggiunte una alla volta, aspettando che siano ben incorporate prima di passare alla successiva: può sembrare un dettaglio tecnico, eppure – chi abita in città lo sa – fa una differenza enorme nella consistenza finale.

Ecco come una torta margherita semplice può diventare il dolce più amato da chiunque
Una torta farcita con crema, sottilmente impastata e decorata con zucchero a velo e una foglia di menta. Invita all’assaggio. – nonsolofarina.it

Con il latte, meglio usarlo a temperatura ambiente: così il composto mantiene la giusta densità ed evita quei fastidiosi grumi. Quando arriva il momento degli ingredienti secchi – farina setacciata, fecola di patate e lievito – il trucco è mescolare delicatamente, con movimenti dal basso verso l’alto. Così si tratteneva l’aria incorporata, preservando quella famosa sofficezza tipica del dolce.

In forno statico, la temperatura si assesta intorno ai 175° (o 155°, se ventilato), per 30-35 minuti circa. Basta guardare la superficie: diventa dorata, mentre le note di vaniglia e limone si fanno più intense. Chi cucina da un po’ sa che serve sempre fare la prova stecchino, perché ogni forno e ogni altitudine fanno la loro parte. Una volta sfornata, lasciare raffreddare su una griglia, dopo un breve riposo – così l’umidità non rovina la classica spolverata di zucchero a velo, vera firma del dolce.

Farciture, varianti e conservazione: come adattare la torta margherita alle proprie esigenze

Spesso si usa la torta margherita come base per dolci più elaborati, soprattutto negli eventi di famiglia. Prima di aprirla per il ripieno, meglio che sia completamente fredda: altrimenti tende a rompersi. Sigillarla in pellicola e lasciarla in frigo almeno mezz’ora (o qualche minuto in freezer, se sei di fretta) facilita un taglio più preciso e pulito.

Le farciture? Se ne trovano tante, dalle classiche marmellate a creme al cioccolato, passando per paste di pistacchio o mandorle, e pure la crema al latte o pasticcera nelle versioni più ricche. Questa versatilità spiega perché, in certi periodi dell’anno – quando le persone cercano dolci fatti in casa attenti al gusto e alla consistenza – la torta margherita va sempre forte.

Chi cerca alternative senza glutine può provare a usare la farina di riso al posto della ’00: cambia un po’, ma la riuscita rimane soddisfacente. Ai golosi di cioccolato invece, si può aggiungere cacao amaro in polvere, che regala un gusto deciso senza compromettere la struttura. Sul fronte conservazione, il dolce resta morbido circa cinque giorni a temperatura ambiente, se coperto bene. La congelazione aiuta a prolungarne la vita, ma va scongelato a temperatura ambiente entro 24 ore – solo così resta intatto il sapore e la consistenza. Ecco, così si fa.

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