Ok, parliamoci chiaro: il panorama delle pensioni in Italia sta per cambiare nuovamente e, come sempre, ci troviamo di fronte a un bivio pieno di scelte e opzioni. Tra queste, il fondo Espero, il TFS e il TFR, senza dimenticare la nuova tassazione del 25% introdotta dallo Stato. Capire come muoversi in questo labirinto non è semplice, perciò ho deciso di fare un po’ di chiarezza per aiutarti a navigare meglio tra queste acque.
Che cos’è il fondo Espero?
Partiamo dal fondo Espero. Questo fondo di previdenza complementare è stato specificamente pensato per i lavoratori della scuola e dell’università . L’idea di base è quella di offrire un’opzione per integrare la pensione pubblica, soprattutto ora che le prospettive future sembrano suggerire importi più bassi rispetto al passato.

Ma ecco il bello: aderire al fondo Espero potrebbe essere una mossa astuta. Perché? Perché oltre a garantirti un’integrazione pensionistica, ti consente di beneficiare di alcuni vantaggi fiscali non indifferenti, come le detrazioni sulle tasse che paghi ora e una tassazione agevolata al momento del recupero del capitale.
TFS vs TFR: quale conviene di più?
Passiamo ora al confronto tra Trattamento di Fine Servizio (TFS) e Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Sai qual è la differenza principale? Il TFS è quello che riguarda i lavoratori pubblici, mentre il TFR è per i lavoratori del settore privato. Detto tra noi, la scelta tra TFS e TFR non è solo una questione di settore lavorativo. Il TFS, ad esempio, tende a essere calcolato su una base più vantaggiosa, e per molti rappresenta una sorta di “pensione aggiuntiva” che viene erogata in un’unica soluzione o tramite rateizzazione.
Ma attenzione al dettaglio che molti sottovalutano: dal 2026, lo Stato tratterrà il 25% su quanto maturato nel TFS per i nuovi pensionati. Questo significa che potresti ricevere meno di quello che avevi previsto. Un aspetto che sfugge a chi vive in città e si aspetta che il proprio fondo pensione lavori come sempre.
La tassazione del 25% sulle pensioni
Arriviamo quindi alla questione spinosa: la tassazione del 25%. Perché lo Stato ha deciso di introdurre questa aliquota? La risposta è semplice ma amara: per cercare di coprire il deficit del sistema pensionistico pubblico. Questa tassazione si applica al TFS, e da qui nasce l’importanza di valutare bene se e quanto convenga versare in un fondo pensione complementare come Espero, che offre una tassazione più favorevole al momento del recupero del capitale.
Te lo dico per esperienza, non lasciare che queste percentuali ti spaventino senza prima aver fatto i tuoi calcoli. Considera che il fondo Espero, ad esempio, prevede una tassazione finale intorno al 15%, decisamente inferiore rispetto al 25% del TFS. Questo può fare una grande differenza nel lungo periodo, soprattutto se stai pianificando una pensione che ti permetta di mantenere il tuo standard di vita.
Come fare la scelta giusta?
Ora viene il bello: come decidere cosa fare? Primo, valuta la tua situazione individuale. Se lavori nel pubblico, il TFS è inevitabile, ma potresti considerare di integrarlo con un fondo come Espero. Se sei nel privato, il TFR è la norma, ma anche qui, un fondo complementare potrebbe offrirti vantaggi non trascurabili.
Secondo, pensa a lungo termine. La pensione sembra lontana quando sei nel pieno della tua carriera, ma ogni decisione che prendi oggi può avere un impatto significativo sul tuo domani. Infine, non avere paura di chiedere aiuto a un consulente finanziario. Queste decisioni possono cambiare la vita, e avere al tuo fianco un esperto può fare la differenza.
Ho imparato sulla mia pelle che navigare tra fondo Espero, TFS, TFR e la nuova tassazione del 25% richiede attenzione e un buon piano. Ma con le informazioni giuste e una strategia chiara, puoi fare scelte informate che proteggeranno il tuo futuro finanziario. Ricorda, ogni stagione della vita richiede le sue strategie, e la pensione non è da meno!
